]...running unheard...[


giovedì, 24 settembre 2009
fenomenologia dell'insonnia.

scopro ora che google chrome non carica la paletta degli strumenti quissu! necessito di firefox per aggiornare.

che poi non ho granché da dire, apparte il fatto che non riesco a dormire.
che sono scesa a spostare la macchina dalle strisce blu a quelle bianche alle sei meno cinque (questo mi consentirà di dormire tranquilla in mattinata, nel caso in cui riuscissi ad addormentarmi) ed ho visto accendersi le luci del supermercato qui sotto.
gente svegliarsi, luci accendersi, macchine partire.

io oggi in ufficio non ci vado, me ne sto a casa tranquilla a fare l'influenzata.
e quindi ho spostato la macchina nel parcheggio giusto e mi prendo il lusso (il lusso?) di aggiornare il blog alle sei del mattino e di fare riflessioni sul mondo che si sveglia.

che poi sono le solite riflessioni di sempre. e più che altro sto qui a chiedermi cose, che pure sono le solite cose di sempre.

ed il libro che ho appena finito di leggere mi spinge a chiedermi: cosa sto facendo io per il mondo?
ma poi una vocina più timida e flebile si leva, e mi chiede: cosa stai facendo tu per te stessa, piuttosto?

ed io la sto ad ascoltare, e resto un po' in silenzio. mentalmente in silenzio, intendo.

starei cercando di dormire, ecco. ma ho inquietudine e dolori dappertutto, e pare che stando stesa la situazione non migliori.

provo, provo un altro po'.


buongiorno, buonanotte.


...what matters to you doesn't matter to them
   and what matters to them doesn't change anything
.

postato da JuNkiE.GirL | 06:29 | commenti (1)



sabato, 15 agosto 2009
questo pc frulla più del dovuto.
sono a casa, e come quasi sempre quando sono a casa quando sono in camera mia - al piano di sopra - c'è odore di cucinato che sale da giù.
la differenza dal solito quasi sempre è che io, oggi, non ho fame.

sono a casa per ancora un po', ed ho la mano sinistra che mi formicola di tanto in tanto.
penso guidata dall'afflusso e riflusso di sangue, un po' confuso, pare, questi giorni.

sono a casa ancora per un po'.
sto cercando di decidere quanto po' ma l'unica cosa su cui riesca a concentrarmi pare sia il mio malessere diffuso. il bruciore agli occhi, il male alla testa, lo stomaco contorto.

vorrei tanto, tanto, tanto. che tante cose fossero diverse.
e vorrei capire cos'è che mi manca, per far sì che siano diverse.

se più la forza o più il coraggio.


stamattina ho guardato il mio cellulare ed ho notato che portava la data di ieri.
ho dovuto impostarla a mano per dirgli che ehi, oggi ormai è il quindici, non più il quattordici.
chissà perché il mio cellulare s'era fermato a ieri, quattordiciagostoduemilanove.

buon ferragosto.


...vedere in me un po' di voi?

postato da JuNkiE.GirL | 10:49 | commenti (1)



domenica, 12 luglio 2009
reagire, reagire.

mi chiedo: perché meno si parla e meno si ha voglia di farlo?
le reazioni alle mancanze sono strane. sono diverse da quello che t'aspetti.

mi sento come chiusa in una stanza con la mano sulla chiave nella serratura pronta a girare, ma non so ancora in quale senso.
quello più sensato, o quello meno faticoso?

mi chiedo: perché son dovuta venir fuori così?
magari un po' meno pensosa, un po' meno ossessionata dal tempo e dal concetto di "fare la cosa giusta", un po' più socievole, un po' meno pessimista no eh?

e vabbè.


ho sonno. buongiorno - e benvenuto all'ennesimo anno di blog, non gli ho fatto gli auguri stavolta ché le ultime tre settimane sono stata via. vacanza, lavoro, lavoro, lavoro.


dicevo, buongiorno.


...i feel a weakness coming on.

postato da JuNkiE.GirL | 06:27 | commenti



venerdì, 12 giugno 2009
postato da JuNkiE.GirL | 22:52 | commenti



domenica, 24 maggio 2009
è un posto strano, questo.
ancora non ho capito perché non mi sia abituata (rassegnata?), forse è perché sto uscendo meno del dovuto, o forse perché sono meno flessibile di quanto mi piaccia pensare.

ho cenato con una birra e cinque salatini (salubre sì, vero?).
ed ho fatto due passi così, a zonzo.

mi sa che zonzo non l'avevo mai scritto prima. quanto meno non qui.

ed ho rimuginato su due cose due.

cosa uno.
è un posto strano, questo.
ci sono giorni dedicati al disfacimento (e alla raccolta) di oggetti vari. visto che degnamente come è giusto che in un paese civile sia, qui si fa la raccolta differenziata - non ricordo cosa più difficile che riuscire a buttare un bicchiere di plastica da 250 ml la scorsa estate al paleo - si fa anche la raccolta degli oggetti che è difficile differenziare.

tipo.
se devo buttare un aspirapolvere, dove lo metto?
nella plastica? sì ma non è solo di plastica.
e, tipo. se devo buttare una poltrona? o delle sedie?
o una vecchia lampada? o un giradischi per vinili? o due paia di sci?

ecco.
qui c'è il giorno dedicato alla raccolta di questi oggetti qui, che non sono differenziabili. e stasera era la sera in cui questo accade, naturalmente c'è un calendario apposito, e le cose elencate sopra sono solo alcune di quelle che ho visto ammucchiate lungo le vie della città vecchia. che il giradischi ero tentata di prenderlo. o c'era pure un tavolinetto basso che me ne servirebbe uno per poggiarci il modem, invece che tenerlo per terra. o anche la lampada non era male.
perché non è che la gente se ne disfa perché magari non funzionano più, eh. se ne disfa perché se ne disfa.

non so, mi ha fatto un po' strano questa cosa. e anche vedere la gente sui bordi strada delle strade di uno dei paesi più ricchi d'europa a frugare tra i mucchi degli oggetti indifferenziabili, mi ha fatto strano.
però in effetti c'erano cose interessanti.


la cosa due invece è che ho scoperto quanto è figo tenere la mano fuori non dal finestrino, ma dal montante del parabrezza.
e sentire il vento sul palmo. e andarsene in giro con le stelle in testa senza rabbrividire di tanto in tanto.

è che è arrivata la primavera, ed io ero qui ad aspettarla da settembre.
spero mi faccia bene.

'notte.


...so much reality can never come true.

postato da JuNkiE.GirL | 23:13 | commenti (3)



sabato, 09 maggio 2009
oggi, per la prima volta da quando sono in questa casa, mi son preparata una cena - nel senso proprio del termine.
cioè con antipasto, main course proteico (evitare carboidrati la sera) con insalata di accompagnamento, frutta.

sarà il fatto di aver finalmente montato una sedia ad avermi spronata.

o forse no.
è che oggi è stata una giornata piena di lavoro, nozioni e pessimi accadimenti.

mi ricordo di questo episodio, di quindici anni fa o poco più.
di quando andammo a trovare questi nostri parenti a genova e ci fermammo a pranzo da loro.
tra le varie portate c'era anche del radicchio, ed io non mangiavo il radicchio.
era amaro, non mi piaceva.

e lui mi sorrise e con una voce calma calma, e bassa, che me la ricordo nell'orecchio sinistro perfetta come se fosse ieri, mi chiese perché.
è amaro, come perché.
e mi disse beh, controlla che sia vero, prova ancora, no?

e aveva ragione, non era amaro.
o magari era amaro sì, ma non nel modo fastidioso che io ricordavo.

ed è da 15 anni a questa parte che io continuo a provare ancora.
non col radicchio che quello ormai mi piace, ma con tutto il resto.

e penso di doverla anche a lui questa cosa, questa propensione al tentativo, questa curiosità della scoperta.
e lui oggi è morto.

quindi la mia cena di stasera era per lui. e per ricordami delle cose belle che abbiamo.
che domani potremmo non essere più capaci di gustarle, di sapere che le abbiamo, o di riuscire ad averle ancora.

una mia piccola piccola strana commemorazione privata.


'notte.


...è disarmante capire che siamo solo un passaggio di ombre
   (che si perdono, se perdono il cuore).

postato da JuNkiE.GirL | 00:11 | commenti



domenica, 03 maggio 2009
ho appreso un nuovo concetto di foresta, a new york.
foresta urbana.
e mi domando quale sia il misurino dello stupore.

come quegli oggetti da cucina, quei contenitori cilindrici trasparenti che riportano le diverse unità di misura per liquidi, solidi, solidi in polvere, solidi sempre in polvere però più fina (tipo la differenza tra zucchero e farina, no?) e tutte le altre belle cose che si mescolano nelle ricette.

sto qui un po' infreddolita a pensare che domani devo risalire su un aereo per tornare in svizzera e mi va davvero tanto tanto tanto poco.
che gliel'ho chiesto al mio capo, ma tu come fai a lavorare qua e a tenerci famiglia a mille km? e lui m'ha detto guarda, non è per sempre. però, sempre, il momento più difficile è quando il lunedì mattina devi alzarti alle quattro per andare via da casa.
ed io sono stata zitta, e gli ho risposto con un sospiro.

però, dicevo, sto qui un po' infreddolita a considerare la mescola di impressioni che mi sono rimaste addosso e a tentare di misurarle, ma mi riesce male.

penso che i posti li facciano le persone - e qui non so se aggiungere un anche oppure un soprattutto.

i posti li fanno anche le persone?
i posti li fanno soprattutto le persone?

insomma non lo so. però le impressioni sicuro le fanno le persone, e sto qui a riflettere sul fatto che per misurarle, queste impressioni, i viaggi forse bisognerebbe rifarli con persone diverse.

che forse quindi le persone potrebbero essere il mio adatto misurino dello stupore?

mmmh.


sono stata sulla 14esima, dove non ho visto immondizia vorticare, però esserci mi ha divertita ugualmente.
così come prendere l'F train e trovarlo spoglio di studenti, è stato bello comunque.
così come capire cos'è il PATH train. ed il teriyaki, e svegliarsi in una città che non s'addormenta mai, e piena di facce e cose e odori e mondi che un po' te l'immagini, e lo stupore forse è proprio quello. vedere le cose che ci eravamo immaginati e trovarle proprio come ce le eravamo immaginate, magari soltanto un po' più grandi o puzzolenti.

i viaggi, gli spostamenti, ci riempiono.
è solo che certe volte i vuoti hanno forme ben precise. e non c'è alcuna altra cosa, che non sia esattamente quella giusta cosa, che possa riempirli o farci dimenticare anche solo per un attimo di averli.

finisco di invaligiare cose, cose, cose. le mie cose.


...i journey through the desert of the mind.

postato da JuNkiE.GirL | 17:13 | commenti



martedì, 07 aprile 2009
oggi fanno tre anni che mi sono laureata. che insomma, se qualcuno non me l'avesse fatto notare, oggi, forse non ci avrei fatto caso.
col lavoro il trasloco i pensieri, ho perso il calendario (non la bussola).
tipo stamattina mi sono dimenticata di andare ad un meeting. capo comprensivo, grazie.

tre anni fa, oggi, in questo momento, ero semibrilla ad ariccia con un po' di amici intorno.

chissà che fanno tutti.
e come cazzo passano in fretta, tre anni.

che sembrano volati, eppure nel mezzo sono successe veramente un mare di cose.
che poi le domande sono sempre le stesse. cosa sto facendo?, dove sto andando?, cosa accadrà ora? e cosa accadrà poi?, ha senso?, è giusto?, è responsabile?, mi rende felice?, mi rende soddisfatta?


ieri mia mamma mi ha stupita, dicendomi una cosa che non m'aspettavo.

ma in fondo cosa di tutto questo m'aspettavo?

se rispondo "niente" non è esagerato nemmeno un po'.


...time is a crooked bow.

postato da JuNkiE.GirL | 23:31 | commenti



domenica, 05 aprile 2009
per uno degli altri miei giochi preferiti, invece, necessito della complicità del tempo.

(tempo meteo, non tempo orologio).

che ho scoperto che bastano 19 gradi e poche nuvole a rendermi contenta.
che l'altro mio giocattolo adatto, che ogni tanto mi fa penare, che si comporta un po' troppo spesso al pari di un micetto che ha bisogno del veterinario, finalmente può cominciare ad esprimersi degnamente, viste le sue potenzialità.

è da settembre che aspetto.
basta neve, via il tetto!


...there's spring in the air.

postato da JuNkiE.GirL | 15:14 | commenti



giovedì, 02 aprile 2009
gioco ad uno dei miei giochi preferiti.
gioco ad uno dei miei giochi preferiti, uno di quei giochi che per giocarci mi son comprata un giocattolo adatto, qualche mese fa.

da piccola - alle superiori - giocavo allo stesso gioco, ma in un modo diverso.
mettevo il cd prescelto nel lettore di mio padre, in salone.
spegnevo tutte le luci e tiravo giù le serrande, alzavo il volume ad un livello accettabile e premevo play.

e mi sdraiavo sul pavimento ad ascoltare.
con le orecchie e col corpo, ascoltavo le vibrazioni soprattutto.

adesso lo faccio invece con le cuffie.
un po' è che sono diventata più riservata, col tempo, e la musica è diventata via via cosa più privata.
un po' è che vivo da sola e non ho un signor amplificatore con delle signore casse come quelli di mio papà.
un po' è che ho comprato invece queste signore cuffie, che la musica non è che te la fanno ascoltare, te la iniettano direttamente nel cervello.

e ascolto. ascolto l'ultima cosa (cronologicamente) che mi ha emozionata, e ascolto l'effetto che fa.


mi scattano i muscoli delle braccia. e delle spalle.
mi si inspessisce qualcosa nella gola e gli occhi si fanno lucidi.



certe volte veder suonare è sinceramente commovente.
anche vedere soltanto l'ombra di qualcuno che suona.


...hope there's someone to take care of me.

postato da JuNkiE.GirL | 22:15 | commenti (1)




..: qui e' dove ho studiato nella speranza di costruirmi un futuro

..: qui e' dove mi tengono prigionier... ops, dove sto lavorando ora
..: che poi sarebbe qui


..: per fare quello che mi piace fare, ecco alcuni siti carini:

~_ musica _~
° effetti & pedali
° chitarre
° ancora chitarre
° e che chitarre!
° accessori vari
° ancora accessori

~_ viaggi _~
° in treno
° in macchina
° in aereo
° campeggi
° accessori camping
° alberghi


..: cosa mi piace ascoltare:

° Afterhours

° Alanis Morissette
° Andrea Ra
° Andrew Bird
° Ani Difranco
° Antony and the Johnsons
° A Perfect Circle
° Bjork
° Bloc Party
° Capercaillie
° Carina Round
° Carmen Consoli
° Casino Royale
° Cibo Matto
° Clannad
° Coldplay
° Courtney Love
° Cristina Dona'
° Damien Rice
° Daniele Silvestri
° Deftones
° Electrelane
° Elisa
° Emiliana Torrini
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° Ginevra Di Marco
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° Verdena
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enough about me...


..: community:

° Ani Difranco

° Radio Rock Italia
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